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Corteo Storico di S. Oreste:

la vita quotidiana nel Cinquecento,

secolo d’oro della storia paesana.

www.gruppostoricosantoreste.it

 

L’Associazione Culturale “Gruppo Storico S. Oreste” nasce nel 1996 con lo scopo di promuovere lo studio e la trasmissione di eventi storici che caratterizzarono il XVI secolo a S. Oreste e la vita quotidiana dell’epoca. Questo periodo può essere indicato come “il secolo d’oro” in quanto rappresentò per la nostra comunità un’epoca di notevole sviluppo civile, culturale ed edilizio. Il Gruppo con il suo Corteo partecipa a manifestazioni in molte comunità del Lazio (Capranica, Bassano, Rignano Flaminio, etc.), promovendo così scambi culturali reciproci.

L’attività degli anni passati ha visto la rievocazione della scaramuccia tra la comunità di Santo Resto e Civita Castellana (1523) o dell’insediamento delle autorità locali (giuramento del Podestà e dei Priori).

                            

Dallo scorso anno il Gruppo ha rivolto la sua attenzione alla vita quotidiana del XVI secolo, nelle sue varie sfumature. Il primo argomento affrontato è stato quello dei divertimenti di corte. Lo spettacolo, proposto in occasione della festa per la Madonna di Maggio del 2000, consisteva nella ricostruzione di intrattenimenti che potevano essere offerti ad un personaggio importante in visita alla comunità quale poteva essere il cardinale Farnese, padrone del territorio di Santo Resto, in occasione dell’emanazione del nuovo Statuto (1576). Rifacendosi agli intermezzi, brevi azioni sceniche (danze, brani musicali, letture) che all’epoca servivano ad intrattenere il pubblico durante gli intervalli di un’opera teatrale, il Gruppo ha proposto una serie di letture (Dante, Petrarca, Leonardo da Vinci, Proemio degli Statuti di Santo Resto) alternate a momenti di danza.

Successivamente ci si è occupati dello studio della cucina cinquecentesca, attraverso le ricette di un cuoco che lavorava alla corte di papa Pio V, Bartolomeo Scappi (1570), testimonianze di opere letterarie contemporanee (Bertoldo e Bertoldino), ricette locali. Nell’occasione è stato arricchito il repertorio dei balletti, i quali sono stati proposti a Rignano Flaminio lo scorso ottobre.

   

Sempre nello stesso spirito il Gruppo ha preparato la rievocazione di una festa di primavera: il giorno di calendimaggio (il Primo Maggio). Essa trae origine da antiche cerimonie propiziatorie primaverili intese ad assicurare la fertilità della terra e l’abbondanza delle messi.  

Nelle prime ore del giorno giovani e fanciulli sciamavano nei boschi per strappare un giovane albero, chiamato maggio o palo di maggio, spesso un biancospino. Esso veniva innalzato nella piazza principale del paese allo scopo di assicurare a tutti la protezione e l’influsso benefico che lo spirito dell’albero si pensava esercitasse. In molti casi il palo di maggio veniva portato in giro e fatto sostare di fronte a ogni casa perché ogni famiglia avesse la sua porzione di felicità e di fortuna. Nei Paesi nordici l’albero veniva ornato con fiori, festoni, nastri variopinti mentre altrove, veniva spogliato di tutti i rami sino ad una certa altezza e la cima addobbata con leccornie; così era preso d’assalto dai ragazzi che cercavano di guadagnare quei premi. In alcune feste di paese si può vedere in mezzo alla piazza l’albero della cuccagna, discendente diretto dell’albero di maggio. In ricordo di ciò è stato ornato un alberello di ulivo nella piazza in cui si è svolto lo spettacolo. Protagoniste sono state figuranti in abiti da popolane che hanno eseguito varie danze tra cui un doppio girotondo che ricordava quelli che venivano eseguiti intorno all’albero del maggio, mentre pochi nobili presenti si sono limitati ad assistere.

Dunque l’arrivo delle feste di primavera costituiva l’occasione per la gente di ritrovarsi insieme dopo l’inverno e riprendere i rapporti. Per i giovani poteva essere l’occasione per concretizzare i legami d’amore o crearne di nuovi. Infatti il primo dei brani letti ricordava la tradizione dei giovani che il primo maggio deponevano dei rami fioriti davanti la porta di casa delle fanciulle cui volevano bene. Chi invece desiderasse sapere di aver incontrato la propria anima gemella oppure di poterla incontrare al più presto, poteva rivolgersi alle forze della natura appena risvegliate. A Sant’Oreste era diffusa l’usanza di raccogliere una spiga di loglio e, mentre con le dita, partendo dalla base, si segnavano le spighette, per ciascuna si recitava un verso della seguente tiritera:

 

Mio giogghjiu (loglio)

mio bene

mio male

ci rido

ci scherzo

ci faccio l’amore”.

 

La si ripeteva sino a terminare la spiga ed il verso che corrispondeva all’ultima spighetta dava il responso. Un altro gioco di predizione era quello di rivolgersi al cuculo, che si riteneva, facendo udire il suo canto proprio nei mesi di aprile e maggio, risvegliasse la natura. Gli si chiedeva:

 

“ Cuccu bellu, cuccu mio,

quant’anni hagghjo da spettà

l’amore mio?”.

(Cuculo bello, cuculo mio/quanti anni devo aspettare/l’amore mio?).

 

Si attendeva che l’uccello riprendesse a cantare e si contavano le volte che esso ripeteva il suo verso: quello era il tempo da pazientare!

 

Una composizione del Poliziano, “Ben venga maggio”, in cui è celebrato il rigoglio della natura e la bellezza delle ragazze, ha ulteriormente arricchito la festa.

Alla fine dello spettacolo il Corteo ha offerto al pubblico la tradizionale panzanella (pane bagnato spruzzato con olio ed aceto) con le fave e il pecorino, in compagnia dei gnocchetti con fagioli.

L’impegno del Corteo Storico prosegue adesso in occasione della Festa della Madonna di Maggio, famosa per la fiaccolata al Soratte e lo spettacolo pirotecnico. In questa occasione si mostrerà come, probabilmente, una piccola corte rinascimentale festeggiava l’arrivo della primavera.                                        

 

                                         Testi curati da FALCHETTI MARIO

            

 

 

L

’Associazione è aperta a tutti. Non ci sono limiti di età. Si può partecipare all’attività dell’Associazione come semplici figuranti, ovvero, prendere parte attiva inserendosi al gruppo dei “ballerini”, dei dicitori di poesie, fare parte del “Gruppo Arcieri” che non esclude la partecipazione delle donne…

La partecipazione più ampia porta all’Associazione un importante contributo di idee e di attività che non può che essere una espansione che stimola a fare meglio e di più per portare, come già avviene, l’Associazione fuori dagli ambiti paesani.

               

In quest’anno 2001, L’Associazione è stata coinvolta, da parte del Comune di Sant’Oreste, a gestire il 1° Maggio.

Per la festa della Madonna di Maggio l’Associazione ha trovato, nell’ambito dei festeggiamenti, uno spazio per fare una breve dimostrazione delle sue capacità artistiche e culturali.

Tutte e due le manifestazioni hanno raccolto il plauso e della popolazione e dei molti turisti che hanno partecipato alle due manifestazioni.

L’Associazione ha in animo di infoltire il suo gruppo. L’obiettivo primario? Quello di coinvolgere di più i paesani e fare in modo che con una grande partecipazione l’attività dell’Associazione sia uno dei veicoli per il turismo e la cultura del… Borgo del 1500…

 

Corteo Storico di S. Oreste

Per informazioni e ulteriori chiarimenti ci si può rivolgere al Presidente, Luciano Diamanti, 578070; Nanni, 578041; Tiziana, 579407.

        

 

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